April 4, 2022

Tempo di lettura: 2 min.

Forse ad aprile di più. Stamattina mi crogiolavo sotto il piumone, consapevole che fosse ancora molto presto. Questo freddo anomalo, per cui ad aprile ci siano ancora 7 gradi, non invita ad alzarsi. Apro gli occhi, guardo l’ora: 7:04!! Mi chiedo, come immagino facciano molti, ma perché sabato che avrei potuto dormire ero in piedi alle 6:30 e stamattina pagherei oro per poterlo fare? Provo mentalmente a pensare a quando avrei potuto dormire senza problemi, ma realizzo che è solo lunedì e che fino a sabato prossimo non se ne parla. Anzi no, nemmeno sabato prossimo perché ho un impegno alle 8 e quindi mi dovrò alzare presto. Mentre preparo il caffè la cui uscita nella moka detta i tempi della mia doccia, visualizzo mentalmente gli impegni della mia giornata. Prima ora, finisco di vedere l’uomo che verrà con la terza, seconda ora metacognizziamo sulle prove invalsi, quarta ora in prima scriviamo un racconto umoristico e poi lo condividiamo. E già la giornata mi sembra più leggera.

Sono davvero fortunata: faccio un lavoro bellissimo e che mi piace ancora tanto. Amo la possibilità di inventare ogni giorno una cosa nuova, amo vedere lo stupore o la noia negli occhi dei miei alunni, unico metro valutativo del mio insegnare. Quando sono in classe, le ore passano e non mi pesano. Adoro trovarmi di fronte a sfide educative o didattiche. Come diceva Seneca, il vantaggio dell’insegnamento è reciproco: mentre s’insegna s’impara. In questi giorni difficili, sto cercando di lavorare su me stessa sulla necessità di ascoltare gli altri, quando la pensano in modo diverso. Il tentativo che sto facendo è quello di provare a non pensare che la mia opinione sia necessariamente quella giusta. Per ora ho capito che sono piena di pregiudizi: quando ascolto il pensiero di una persona non riesco ancora a disancorarlo da ciò che io penso di quella persona. Allora ho provato a trascriverlo e rileggerlo, come se non fosse pronunciato da nessuno e ne ho capito il senso e le motivazioni. Ho poi sperimentato la stessa modalità in classe, dove si era creata una situazione un po’incresciosa: beh! Un successo! Qualcuno ha accolto le motivazioni dell’altro. Qualcuno ha cambiato idea sulle proprie posizioni. Qualcuno è rimasto sulle proprie idee, ma ha capito la posizione dell’altro. Questo è il mio lavoro. Questa è la mia fortuna.

E il lunedì diventa più leggero, anche per coloro che fan fatica ad alzarsi.

Cindy

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