January 13, 2023

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 2 min.

Avevo schiacciato play da nemmeno dieci secondi e via che Marito parte con il lamento: The pale blu eyes in italiano si traduce coi delitti di West Point? West Point non dovrebbe essere West Point in tutte e due le lingue? Gli ho passato i salatini invece di rispondergli con un insulto, che nel 2023 voglio migliorarmi. Il film ci presenta la distesa di neve di una landa newyorkese attorno al cottage del protagonista, l’investigatore Augustus Landor, un Christian Bale perennemente perfetto nei panni di chiunque voglia, ‘tacci sua. Qui interpreta Batman l’uomo estremamente intelligente, ma tormentato dalle tragedie famigliari, chiamato a investigare su un misterioso suicidio con furto d’organo interno di uno dei cadetti dell’Accademia militare di West Point (Marito, ce l’hanno fatta semplice, l’altro titolo, l’occhio blu pallido, si riferisce all’universo del co-protagonista, ma adesso ci arriviamo…). Siamo nel 1830 e un colonnello e un capitano dell’accademia militare, che conoscono sia l’intelligenza che le magagne private del signor Landor, lo chiamano per risolvere alla svelta la, ehm, questione.

Tanto basta per fare in modo che lo spettatore, almeno per quanto riguarda me e Marito, venga preso all’amo da, nell’ordine:

  • Ambientazioni ottocentesche, che ti iniettano subito mistero e buio e male che si aggira per le lande a piedi nudi;
  • Un rompicapo esoterico dal quale sai che uscirai solo se Batman Landor ti prende per mano e ti spiega la situescion;
  • Attori del calibro di Toby Jones, Gillian Anderson, Charlotte Gainsbourg e persino Robert Duvall (92 anni e non dimostrarli, ‘tacci anche a lui).

Poi arriva la terza cosa, credo il fulcro d’interesse dell’intera vicenda: uno dei cadetti si chiama Edgar Allan Poe, avete presente? Esatto, lui. Il geniale scrittore e poeta padre del genere thriller, quel giallo poliziesco macabro e inquietante a cui il film appartiene e che non smette di esercitare la sua fascinazione sullo spettatore, un secolo e un pezzo dopo. Vorrebbero farci credere che il giovane Edgar, cadetto bullizzato per il suo essere diverso dal maschio militare modello, e il cui acume lo rende una spalla investigativa perfetta per aiutare Landor a sbrogliare la macabrassa (eh, la macabra matassa), avrebbe creato la letteratura psicologica grazie all’avventura vissuta all’accademia militare? Di fatto, che sia di gran lunga preferibile come spalla investigativa piuttosto che come soldato, risulta abbastanza lampante. Come li tiene tutti in riga, con le parole. Anzi, a un certo punto sembra persino che riesca a superare il suo maestro… che dire, a parte di godervi il film, un buon prodotto d’intrattenimento che stupisce sul finale e che si fa amare per le sublimi interpretazioni dei protagonisti, oltre che per un’eccellente ricostruzione storica?

Opinioni personali: sono felice di sapere che la storia nasce su carta, scritta da Louis Bayard nel 2006, e sceneggiata nella sua trasposizione cinematografica e televisiva dallo stesso regista, Scott Cooper. E piacevolmente stupita (ho finito i salatini) nello scoprire che il talentuoso attore che, in alcune scene, riesce addirittura a offuscare l’aura semidivina di Christian Bale, altri non è che Harry Melling, il fu Dudley Dursley della saga di Harry Potter, ora trentatreenne.  Mi sembra di averlo visto crescere…

Giulia

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