January 11, 2021

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 1 min.

Care amiche Grrr, noi non riposiamo neanche un istante e, complici le ultime festività da trascorrere rigorosamente barricate in casa, ci siamo scofanate valanghe di serie tv, una tra queste è quella che recensiamo oggi: Lupin.

“Di Lupin al mondo uno ce n’è” cantava una delle sigle dei cartoni animati che seguivamo da piccole, ma perché, ci chiediamo, oggi decisamente un po’ più stagionate e magari un cicinino più sagge, limitarci solo a uno?

Il Lupin interpretato da Omar Sy (Quasi amici) dà invece un bel restyling alla creatura nata dalla penna di Maurice Leblanc. All’inizio di questa stagione vediamo un triste Omar Sy impiegato delle pulizie al Louvre. Il protagonista pare avere difficoltà a sbarcare il lunario come noi comuni mortali, stritolato tra debiti e assegno famigliare per mantenere il pargolo che vive con la madre. Et voilà, per risolvere tutti i suoi problemi economici non c’è niente di meglio che rubare un’antica collana, perché “… sempre molto audace questo è Lupinnnn” (niente da fare, ormai mi è partita in loop la canzoncina e ve la dovete sciroppare pure voi). Quindi il nostro novello Lupin, legato al noto ladro gentiluomo grazie alla bibliomania del padre, organizza il furto e bè, certo non saremo noi a dirvi come va a finire.

Lupin è il nuovo poliziesco della piattaforma Netflix che mescola leggerezza, ironia e un po’ di dramma. Non è uno di quelle serie in cui vi dovrete bruciare tutti i vostri restanti neuroni precedentemente falcidiati dalla divisione in zone e le relative limitazioni per seguirlo; sarete invece premiati dal suo ritmo veloce, dalla sua godibilità, dalla simpatia del protagonista e dalla sua astuzia. Oltre alle imprese di Lupin c’è anche il sottofondo della storia personale di questo ladro con accenni a problemi di integrazione e razzismo nella Francia degli ultimi 30 anni.

Infine questa serie si va anche un po’ a incastrare in una tendenza di quest’ultimo periodo in cui si “svecchiano” precedenti opere per riattualizzarle con nuovo look. Esempio doc di questa moda è la serie inglese Sherlock, che vi consiglio sempre e che vi invito a recuperare in extremis, perché pare che il 15 di questo mese Netflix cattivo la toglierà.

E ora tutti a guardare Lupin (“con il rischio gioca sempre perché, per lui nulla d’impossibile c’è”….)!

Marysun

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