January 10, 2022

Categoria: Consigli utili

Tempo di lettura: 2 min.

Se c’è una grande differenza tra i nati nel 2000 e i nati nel 1900, è il saper stare in una fila. I nati nel 2000 non hanno mai fatto file, poiché internet ha creato il miraggio che essendo online la realtà è più smart, veloce, senza file.Qualche anno fa, portai mio figlio con me all’Asl per il cambio dal pediatra al medico. Non serviva la sua presenza, ma poiché era una cosa che riguardava lui l’ho obbligato a venire con me, ponendo anche una condizione da “nata nel ‘900”: si va in un ufficio pubblico senza cellulari (a volte mi rendo conto di raggiungere dei livelli di sadismo, però mi piace far fare delle esperienze stravaganti ai miei figli).

Entriamo alla Asl, prendiamo il numeretto e ci accomodiamo sulle sedie. Dopo un minuto mio figlio comincia a brontolare: “Mamma, che palle! Quando è che tocca a noi!?” “Lore, sai contare? Siamo il 137. C’è dentro il 102, fai un po’ il conto!” “ Cosa facciamo?” “Aspettiamo! Io ho aspettato una vita gli autobus per andare a scuola, i treni per l’università, davanti alle segreterie per iscrivermi agli esami…” “Sì, che palle con i tuoi tempi. Vado in macchina a prendere il telefono”
“Fermo lì, guai a te… guardiamo le persone”. Cominciamo ad osservare l’umanità accanto a noi: c’è una signora che cerca di attaccare bottone con chi sta aspettando, raccontando ad un volume esagerato tutti i problemi della sua vita. C’è un ragazzo che tenta di superare la fila, fingendo di non aver visto la macchina distributrice di biglietti. C’è un signore che si scaccola non appena pensa di non essere visto. Ci sono alcuni che giocano compulsivamente a Candy Crash, accanendosi pur non avendo l’età da accanitori di video giochi. C’è una ragazza che legge, ma Lore mi fa notare che sono almeno dieci minuti che è ferma sulla stessa pagina. Poi ci prende la ridolera: è una cosa che ci capita spesso a me e mio figlio. Cominciamo a ridere per una scemenza e non riusciamo a smettere. Ora chiunque faccia un movimento suscita le nostre risate, che a stento controlliamo. “Centotrentasetteeeee!” “Centotrentasetteee, se non c’è vado io che ho il centotrentotto!” “Mamma, cavolo! Tocca a noi..” Persi via a ridere, non ci eravamo accorti che era il nostro turno.

Il 29 dicembre eravamo in un’altra fila: sempre io e mio figlio. Le fila che stiamo vedendo su tutti i telegiornali: quelle per i tamponi molecolari. Fa freddo. Siamo in auto: io davanti e lui dietro. Mascherina ffp2. “Lo, ti ricordi quella volta all’asl che risate?? Dai, giochiamo a guardare le persone!” “Mamma, facciamo la fila in silenzio.” “Ma dai Lore, non ci passa più..” “Io ho il libro di Scanzi, tu il tuo..ne hai fatte di file quando eri giovane, ti ricordi?” “La fila per il concerto degli U2, la fila al bagno dell’autogrill alle manifestazioni, le file per farmi autografare i libri da Guccini, la fila per vedere la Gioconda…” “Ecco, mamma, ora taci che fai effetto droplet!”

Cindy

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