September 16, 2020

Categoria: Consigli utili

Tempo di lettura: 2 min.

Di questi tempi essere un’insegnante e una mamma è complicatissimo: il cellulare è bollente! Gruppo genitori 3 A: 38 messaggi; gruppo 2 E: 13 messaggi (alle superiori sono più parchi); gruppo docenti serio (abbiamo anche il gruppo docenti faceto, dal quale sono uscita perché la capienza massima del mio cellulare veniva colmata ogni giorno): 108 messaggi; consiglio di classe 3 D: 27 messaggi… aiutooooooooo! Tema principale: le mascherine, la distanza e la sanificazione. E’ normale essere preoccupati, perché il covid, l’abbiamo imparato, ESISTE, COLPISCE ED E’ANCHE DEMOCRATICO (B&B docent, non bed and breakfast, su, capite amme!).

Ma quando si tratta della scuola… scattano sentimenti contraddittori: da una parte una totale delega, dall’altra una sfiducia di fondo. I ragazzi devono tornare a scuola, ma siamo noi genitori che dobbiamo dirvi come e dove portare le mascherine, criticare le mascherine fornite dalla scuola, ma massacrare le scuole che non le forniscono. Nel mio paese i ragazzi hanno l’usanza di trovarsi, nel giorno di mercato, al parco adiacente per gustare le deliziose crocchette fritte e fare due parole in comitiva. Sono mesi che frotte di ragazzini si recano al mercato il mercoledì. Ed è bellissimo, l’ho vissuta come un normale ritorno alla e di normalità. Nessun messaggio sui gruppi. Inizia la scuola e l’occhio dei genitori si allunga: si guarda con sospetto l’organizzazione scolastica che inevitabilmente è stata sconvolta dall’epidemia: il distanziamento impone nuove regole, nuovi gruppi e persino nuovi orari. E un genitore vorrebbe che tutti tenessero le mascherine quando stanno seduti, e un altro vorrebbe le mascherine più piccole, e uno non è contento dei gruppi perché ritiene di avere un figlio troppo genio per il gruppo nel quale è stato inserito, e un altro non è contento perché a ricreazione mangiano seduti nei banchi, e un altro perché a ricreazione dopo mangiato escono fuori con le mascherine.

Rispetto alla scuola, tutti si sentono in dovere di dire la propria, partendo dal presupposto che gli operatori scolastici stiano facendo delle boiate.

Un po’ è responsabilità anche di noi insegnanti che nei decenni assecondando le mode dei singoli ministri abbiamo accettato qualunque riforma senza mai un’opposizione seria. Un po’ con lo spauracchio dei ricorsi (VINTI POCHISSIMI DAI GENITORI SOLO PER VIZI DI FORMA E MAI SUI CONTENUTI) noi insegnanti assecondiamo le manie dei genitori, cercando di salvare sempre il salvabile, anche quando c’è poco da salvare. Cari genitori, a scuola forse in questo momento si trova l’ambiente più protetto per i vostri figli sotto tutti i punti di vista. Ci igienizziamo ad ogni cambio d’ora, mascherine pulite tutte le mattine fornite dalla scuola, sanificante in classe con il quale si passa sulla cattedra e sul pc ad ogni cambio insegnante, finestre spalancate… insomma: un simile servizio non credo che i vostri figli lo trovino il mercoledì al mercato, quando vanno nei centri commerciali o quando vanno agli allenamenti.

E amiamola tutti ‘sta scuola, su! Sanificata, ma anche un po’ SANTIFICATA!

Cindy

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