December 16, 2019

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 1 min.

L

L’idillio con Star Wars è cominciato tempo fa, in una galassia lontana lontana in cui mio fratello pretendeva che mi ricordassi il nome di tutti i protagonisti della saga, i pianeti, gli avvenimenti (vorticosi snodi narrativi compresi) ancor prima di cominciare la scuola, una specie di minimaster cinematografico nell’universo di George Lucas prima di attaccare con l’abc. Anni dopo avrebbe usato le stesse collaudate tecniche da Guantanamo con il fratellino ancora più piccolo: “ecco che arriva la Morte nera!” e zac, quello apriva la bocca e mangiava, “questo è Han Solo che atterra col Millenium Falcon” e, per magia, ma diciamo anche grazie alla Forza, spariva un piatto di pasta.

Capirete quindi che vera, profonda, per non dire abissale delusione sia stato il ciclo fine anni 90’ primi Duemila che avrebbe dovuto chiarire le premesse dei successivi avvenimenti. Vabbè, forse non tutto era da buttare: de La minaccia fantasma, L’attacco dei cloni e La vendetta dei Sith salverei il giovane e valente Obi-Wan Kenobi, dopotutto Ewan McGregor è uno dei miei attori preferiti e la parabola del fu discepolo e poi maestro Jedi tradito dall’allievo prediletto ha sempre il suo buon appeal. E veniamo invece alla trilogia nostrana che concluderà il ciclo (anche se spero che il Mandalorian prosegua per sempre perché “baby” Yoda è il cosino più tenero e puffoso di qualsiasi galassia vicina o lontana che sia).

Mercoledì 18 dicembre assisteremo a Star Wars: l’Ascesa di Skywalker, ma, lo ammetto a malincuore, l’attesa non è decisamente quella febbrile, al cardiopalma, sull’orlo di un collasso e ommioddio sono 2 settimane che ho la tachicardia e non dormo la notte ahhhhhh senti qui che palpitazioni, che c’è stata per Endgame. Questo però non dipende dal fatto che ci sia Adam Driver nei panni di Kylo Ren (il nipote di Darth Vader) né dal fatto che mi abbiano seccato uno dei primi amori cinematografici in Il risveglio della forza. Forse la progressiva delusione sull’evoluzione della saga è dovuta alla perdita dell’epicità che caratterizzava, più che abbondantemente, i primi episodi. A ogni modo mi vedrete in prima linea perché, come la Principessa Leila, la prima Badass anche se all’epoca non lo sapevamo, nutro ancora qualche speranza, lei per una nuova Resistenza, io per portare a casa qualcosa di buono da quest’ultima avventura stellare.

Marysun

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