January 16, 2023

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 2 min.

La premessa doverosa è che io non ho alcuna formazione sul cinema, anzi, ho dei buchi clamorosi e credo che non sia nemmeno la mia grande passione. Quello che riuscirò a raccontare probabilmente sarà perché un film o una serie mi siano piaciuti o meno, senza darne un giudizio critico. Ma voglio provarci e parto da una serie tv che ho guardato con mio figlio da oggi maggiorenne: The bad guy. Come dicevo l’altra volta, mi sto facendo coinvolgere dai miei figli nel guardare cose che mai avrei guardato di mia sponte. Così da qualche anno, ho guardato con mio figlio tutte le serie di mafia esistenti sulle piattaforme. Forse mi ha risparmiato solo La piovra. The bad guy è una serie in 6 episodi uscita su Prime Video l’otto dicembre 2022. Mi è piaciuta un sacco, veramente tanto.

Innanzitutto, già dalle prime scene, non sembra una serie italiana: non vuol essere un giudizio di valore, ma davvero ho dovuto guardare il labiale dei protagonisti per essere sicura che non fossero doppiati. Il protagonista è Luigi Locascio che interpreta il magistrato Nino Scotellaro, sposato con l’avvocato Luvi Bray (una bravissima Claudia Pandolfi) , il cui padre, un giudice, è stato ucciso da Cosa nostra. Nino, attraverso alcuni colpi di scena incredibili e che non voglio spoilerare, riesce ad infiltrarsi nei clan mafiosi con una nuova identità, quella di un parente americano Balduccio Remora. L’obiettivo di Nino-Balduccio è quello di catturare Mariano Suro, capo di Cosanostra e latitante da parecchi anni. Con lo sfondo di  location improbabili come quelle di un parco acquatico, gestito da un clan mafioso rivale di Suro, Balduccio Remora diventa sempre più potente all’interno del clan. Parallelamente Luvi Bray ignora il cambiamento del marito e vive la sua vita in maniera alquanto ambigua. Il racconto si snoda con momenti anche umoristici, che ho letto da qualche parte ricordano la black commedy. Non nego ci siano anche momenti un po’ pulp, che ho coperto con gli occhi, tipo quando vengono dati dei corpi umani in pasto alle orche che vivono nella piscina dell’acquapark.

La storia regge ed è costruita talmente bene, da farvi arrivare all’ultimo episodio con un po’ d’ansia. Il finale per me è stato un capolavoro: ormai si è capito che a me piacciono i finali non scontati e che lasciano aperte tante interpretazioni. Beh, questo lo è! A mio figlio che piacciono invece gli happy end, il finale non è piaciuto e spera in una seconda serie che gli risolva gli enigmi lasciati inconclusi. Ed in effetti è già stata annunciata la seconda stagione. Ma non so se la guarderò: l’inquadratura sull’ultima scena dove tre persone mangiano una torta sul divano, la normalità che diventa la spiegazione di tutto il racconto, per me, è insostituibile.

Cindy

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