January 14, 2022

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 1 min.

Esiamo arrivati al terzo capitolo della saga King’s Man, apprezzato sarto londinese che nasconde in realtà la base di un’organizzazione segreta che… ma tutto questo è ancora in là da venire, perché qui, appunto, siamo ancora alle origini. Quindi saltiamo agli albori del secolo scorso e a quelli della Prima Guerra Mondiale per un film, tratto da una graphic novel, che mischia un po’ di storia con tanta fantasia.

Il nobile Orlando Oxford (Ralph Finnes, sempre bello, eh) fa una breve incursione nella guerra anglo boera giusto per vedere sua moglie barbaramente assassinata lasciando suo figlio Conrad orfano. Poi si fa un salto e i nostri, con Conrad ormai cresciutello, si trovano a Sarajevo, proprio mentre un misterioso individuo aiutato da Rasputin e dell’amico Gavrilo si accingono a mettere a ferro e fuoco il mondo intero. Così Oxford, uomo non privo di risorse, si trova a mettere a punto un inusuale sistema di spionaggio internazionale.

Devo ammettere che, seppur andata al cinema con grandi aspettative, dopo aver visto i precedenti film della saga, sono rimasta un po’ delusa dall’ultimo parto di Matthew Vaughn, che appiattisce un po’ troppo le atmosfere che invece avevano reso piuttosto originali i precedenti. C’è un po’ troppo poco umorismo in questo King’s Man e anche le varie trovate che portano avanti la trama paiono un po’ scontate. Duelli mortali, spy story, un tocco di fantasia da mescolare con la storia non fanno di quest’ultimo film proprio un gioiellino.

Nel senso che si può vedere, ma niente di che, nonostante il cast si impegni a fondo. Marysun, insomma, ve lo consiglia in mancanza di altro.

Marysun

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