December 22, 2021

Categoria: Recensioni

Tempo di lettura: 2 min.

Uei. Mancano tipo due giorni al Natale. Il che significa che sono moralmente obbligata a recensire un libro dal tasso miracoloso talmente elevato da farvi innamorare all’istante, al solo contatto con il titolo. State leggendo e boom, vi alzate dal divano e vi appiccicate al vostro compagno/marito/amante/moroso/ilprimochepassaperstrada e gli tirate un limone di quelli che poi dovete chiamare i pompieri per sciogliere le lingue. Mi immagino la chiamata ai pompieri con le lingue intrecciate… scusate, torniamo a noi.

Vi presento Uno sconosciuto sotto l’albero di Anna Zarlenga, autrice di libri romanticamente spassosi e spassosamente romantici come Spiacente, non sei il mio tipo, un racconto dolce e breve dal sapore speziato.

TRAMA ELFICA

Gloria fa la editor per una casa editrice che ha appena acquisito un autore molto famoso e molto “nessuno sa chi sia”. Ci siamo capite? Mistero e letteratura a un passo dal Natale. Gloria non ama particolarmente la festa dicembrina, e aspetta solo di riposarsi e scongelare il polpettone, che avere a che fare con l’ego degli autori è un po’ come rimettere il dentifricio nel tubetto dopo che l’hai spremuto. Impossibile. Ma… deve occuparsi della revisione del libro di questo autore misterioso, Orlando James, che invece che lavorare, vuole fare il cretinetti. Per consegnarle le pagine definitive dopo la revisione, lei deve stare ai suoi giochi natalizi, altrimenti quello si tiene in ostaggio il lavoro. La povera Gloria si vede costretta a dargli retta, finendo in una spirale di incontri particolari che…

FINE TRAMA ELFICA

Il libro gira intorno alla tematica del ricatto, signore mie. Perché nel mondo delle case editrici e a Natale, tutto è permesso, come in guerra. Soprattutto a Natale, luogo e tempo della magia, un enorme perimetro spazio temporale dentro il quale quelle cose per cui durante l’anno potresti chiamare la polizia, ti fanno innamorare. A Natale puoi… fare quello che non puoi fare maiiiii…. la canzone mica l’hanno fatta a caso, dai. Che poi, a ben rifletterci: credi alla magia perché è Natale, o è Natale e quindi arriva la magia? Ultimamente sono incastrata in quesiti al limite del filosofico…

Tornando alla recensione, in questo libro troviamo due personaggi come piacciono a noi: il maschio misterioso da un lato, promotore dell’incanto natalizio di stampo benefico, altruistico, romantico (lasciate perdere per un attimo la sfumatura del ricatto) e la donna cinica e lavoratrice che, se si avvicina a una stringa di luci intermittenti, è solo per mettere in atto uno strangolamento o addirittura un taglio netto di una testa. Per questo seguiamo con passione la sua conversione al “Natale”, aiutate da una scrittura in prima persona che ci catapulta nella testa di Gloria e ci permette di vedere e sentire tutto quello che vede e sente lei. Adorabili i momenti in cui fa resistenza su quello che le sta capitando, dissacrando i cliché natalizi, che va bene che a Natale puoi, ma lo abbiamo visto anche noi lo scempio delle sceneggiature dei film natalizi sull’amore miracoloso. Io li seleziono attentamente quando li programmano su TV8 (da novembre, santo cielo), per evitare di devastare il raziocinio delle mie figlie. Comunque…

Cosa vi consiglio, prendendo spunto dal libro? Seguite la polvere di stelle. E il mio personale regalo di Natale è una recensione che potete leggere in meno di un’ora. Prego, eh! Andate a festeggiare e a farvi ricattare, dai…

Quei film dove tutto quello che succede è quasi inverosimile. Quasi, perché si intrecciano una serie di eventi e coincidenze che nella vita non si verificherebbero mai, ma succedono perché, signore e signori, è Natale.

Giulia

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