December 26, 2019

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Ultimo giovedì di dicembre, ma soprattutto ultimo giovedì dell’anno. Tempo di bilanci e di bilance (no, no, non preoccupatevi, non ho intenzione di tirarvi il pippone su quanto si è mangiato in questi giorni…) per pesare le cose che meritano di essere ricordate e quelle che sarebbe meglio dimenticare.

E’ incredibile come sia molto più facile descrivere gli aspetti negativi di un’esperienza rispetto a quelli positivi, tutti siamo bravissimi a scrivere recensioni negative su un ristorante o a raccontare cosa non c’è piaciuto di un libro, ma se dobbiamo rispondere a domande come “Perchè ti è piaciuto quel film?” fatichiamo a farlo. Siamo molto abituati a lamentarci delle cose che non ci vanno bene, ma poco a raccontare le cose che rendono felice la nostra vita. Voglio quindi cercare un’immagine che mi ricordi il 2019, voglio un’immagine bella, positiva e allegra.

Chiudiamo gli occhi e proviamoci… dai, eccola! Che meraviglia, vedo una piazza piena di giovani con cartelli colorati, ma rigorosamente fatti con materiali riciclati, che protestano per i cambiamenti climatici che, in effetti, ci stanno dando un Natale più simile ad una Pasqua. Belli questi giovani che hanno riempito le piazze di tutto il mondo per il Friday for future, giovani consapevoli e responsabili! Chiudo ancora una volta gli occhi e rivedo le vie del centro, ora piene di gente vestita in modo bizzarro, con tanti arcobaleni che splendono sulle guance di molti, musica, balli e slogan, per un mondo più colorato e con più diritti per tutti. E poi, in un clima autunnale, vedo delle piazze piene, colme, con persone strette come le sardine che rivendicano i valori della costituzione e dell’antifascismo, alla faccia di tutti quelli che urlano odio e cattiverie.

Il 2019 me lo voglio ricordare per questo: gente che smette di stare chiusa nelle proprie case, davanti a freddi schermi, per uscire ed incontrare altre persone vere e reali, unite dal senso di appartenenza al genere umano. Le piazze che tornano a riempirsi di giovani, tantissimi per gli organizzatori, tantini per la questura… giovani che tornano a riempire le piazze per protestare, ma anche per ricostruire il senso di un’identità, a partire dai più elementari diritti civili. E allora, caro 2019, ti saluto e ti ringrazio per aver resituito alle piazze la loro dignità di piazze accoglienti e accomunanti, bella ciao!

Cindy

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