July 16, 2020

Categoria: Consigli utili

Tempo di lettura: 2 min.

No, non quella scolare. Quella umana, la riproduzione, quella che un giorno ci sei tu che stai guardando un film in santa pace, ti si avvicina Marito o Compagno con la nonchalance di una mietitrebbia e 9 mesi dopo siete in tre. L’unico caso in cui 1×1 fa 3, oppure 4, oppure 5, vai tu a sapere come si calcola una gravidanza gemellare. Non vedevo l’ora che arrivasse un argomento saturo di occasioni come quello della settimana: quando e come ci sentiamo schiacciati dalle costrizioni sociali? Quali sono le classiche frasi che le persone (che manco ti conoscono, peraltro) si sentono in dovere di dirti? Vorrei dire a tutte le donne non sposate e non moltiplicate del globo che, se stanno programmando le nozze o una gravidanza pur di non sentire MAI PIU’ le domande “Quando ti sposi? Eh? Quando fai figli, eh?”, fermatevi. Oltre al girone infernale delle domande legate a matrimonio e figli si trova un altro girone infernale, quello delle domande sul numero e il sesso dei figli che DEVI avere, che precede il girone che si informa su come intendi crescerli, a cui segue quello che riguarda i minimi dettagli della tua vita di madre e onesta lavoratrice, e un altro ancora che…

Sono laureata, sposata, moltiplicata, e, toh, mi guadagno addirittura da vivere per conto mio. Tutti felici? Signora sconosciuta che passa e conta il numero dei miei figli, ritiene soddisfacente il mio status sociale?

APERTA PARENTESI. Io mi spingerei addirittura a darvi un consiglio pratico. Se non siete sposate, ma convivete, e uno si avvicina chiedendo amorevolmente “ma non sei sposata??”, io vi suggerirei di dire “veramente sono sposata in altri 3 stati e vorrei convivere almeno qui in Italia, ma se insiste… “, oppure una cosa tipo “noi bestie di satana non ci possiamo sposare, capisce, la nostra religione non lo permette e sono molto cattivi con chi non rispetta le regole”. Se invece siete vessati da chi pretende da voi almeno un erede, semplicemente esibitevi in uno starnuto. Ai tempi del Carogna Virus, fate piazza pulita all’istante. CHIUSA PARENTESI

Salto il girone del “bloccati agli anni ’50” per capitolare diretta nel girone “ma i cazzi tuoi, mai?”, per cui do alla luce una figlia con biblico dolore, sono sfatta e matoriata da notti insonni e allattamenti da balia ciociara, con un’autostima ai minimi storici causata dagli organi interni fuori sede (no dico, ci siamo che quelli si spostano COME VOGLIONO all’interno di un corpo?!) e gli ormoni fuori dalle gabbie, e mi sento dire: “mmmm. Da quanto tempo hai partorito? Sai, certi chili presi in gravidanza non li sbatti mica giù come gli altri, eh. Ti conviene iniziare a mettere un cerottino sulla bocca”. Grazie dell’informazione. Pensavo di mettere da parte degli spicci per la liposuzione, ma a che pro, quando ci sono delle care passanti che ti ricordano che sei bella anche sbudellata? Ma, ehi, io me ne frego di avere la volumetria di un baule e vado avanti per la mia strada, ridendo a domande come “a quando il secondo?” e “a quando il terzo?”, pensando che sto giusto aspettando che mi rientri l’utero, altrimenti la prossima gravidanza la perdo per strada. Poi realizzo che non sono una giumenta e mi proclamo oltremodo soddisfatta delle mie due bambine. MAAAAA… a quel punto la gente vede che sei una madre soddisfatta del numero della tua progenie e decide allora di farti sentire una madre inadeguata.

L’APOTEOSI. Io ve la racconto, anche se non ci crederete mai. Sto per scrivere che spesso la pressione maggiore la si percepisce dentro casa e che mia mamma mi chiede ogni santo giorno: “puoi dedicarti alle tue figlie invece di lavorare??”, quand’ecco che GIURO chiama al lavoro GIURO mia suocera CROCI SUL CUORE POTESSI MORIRE QUI per dirmi chi va a prendere Bimba #2 che sta passando il pomeriggio a casa sua. Dico allora che va mia mamma, che finito il lavoro #2 stasera attacco col lavoro #3, e mi lascio scappare un “tanto ultimamente vuole sempre dormire con mia mamma, ha la nonnite acuta”. Volete sapere la sua replica? VOLETE SAPERE?? “Del resto, tu non ci sei mai… dove dovrebbe voler andare a dormire?”. Oh. Io la finisco qui. Devo andare a piangere nella pausa tra un lavoro e l’altro.

Giulia

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