March 12, 2020

Categoria: Consigli utili

Tempo di lettura: 2 min.

Quando l’ordinanza ha imposto “tutti a casa”, in molti hanno ironizzato sui social che “vabbè, vi stanno
solo chiedendo di stare sul divano a guardare la tv”. Come in una gabbia dorata, con tv, cibo, libri, social, playstation. Per i primi tre giorni anche a casa mia si esultava al grido di: niente scuola, yeah! Quando poi la mamma rompiballe ha cominciato a declinare cosa significasse stare a casa, i musi si sono allungati e come al solito il peso maggiore è finito sulle spalle di chi deve insegnare, seguire i figli nei vari collegamenti on line, disinfettare, fare lavatrici, gestire la spesa on line,
obbligare i propri familiari al rispetto delle norme, passando per la solita “rigidona”.

E allora si capisce che non ci stanno chiedendo di rimanere a casa a poltrire, ci stanno chiedendo di chiudercidentro una gabbia dorata, dove le nostre gabbie mentali rischiano di diventare impegnative da gestire.

In questi giorni, mi è tornato alla mente il romanzo di Huysman, A Rebour, dove il protagonista, dopo aver abbandonato la vita frenetica parigina, si rifugia in campagna dove conduce una vita dedita al piacere, ossessionato dal culto della bellezza. Alla fine però Des Esseintes impazzisce e ritorna a Parigi. Il protagonista alla fine impazzisce! E le gabbie dorate nelle quali siamo obbligati a stare in questi giorni rischiano di diventare gabbie mentali, acuendo il bisogno già insito dell’uomo di andare oltre i propri limiti. Proprio stamattina ho postato ai miei alunni due canzoni, Odysseus di Guccini e Nostos di Capossela, invitandoli a un’analisi della figura di Ulisse attraverso queste canzoni: qual è la colpa di Ulisse? Quella di infrangere la volontà degli dei per accontentare la propria bramosia di conoscenza? Qual è la colpa di Des Esseintes? Quella di infrangere le regole della società per accontentare il desiderio del piacere? Ulisse finisce inabissato e condotto da Dante nella più infima parte dell’Inferno e Des Esseintes ritorna a Parigi, quasi impazzito.

C’è un limite che non va oltrepassato e la storia di questi giorni ce lo sta mostrando. L’istinto dell’uomo è quello di superare le gabbie mentali ed andare oltre il consentito. La mela è il frutto più insulso del mondo, ma diventa il massimo del piacere quando Dio la proibì ad Adamo ed Eva. Gente che non era mai uscita nella sua vita, che nel momento in cui viene emanato il divieto si accalca nei parchi o lungo i corsi delle città. Non per spirito di contraddizione e nemmeno per sfida: è il bisogno di superare le gabbie mentali. O forse perché nel momento del pericolo abbiamo bisogno di sentirci vivi e vogliamo dimostrare di essere più forti della noia, nel caso di Ulisse, della mediocrità nel caso di Des Esseseintes, e della paura, nel nostro caso

E allora diventa forse più straordinario provare a non superare le colonne di Ercole, sguazzare nel nostro Mediterraneo, provare a scoprire quante cose belle ci sono e che non vediamo, perché costantemente proiettati negli Altrove.

Cindy

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