December 12, 2019

Categoria: Consigli utili

Tempo di lettura: 2 min.

Ho cominciato a leggere a cinque anni. A casa mia si usava così. S’imparava a leggere prima. Ho sempre pensato che fosse per onorare una tradizione familiare di lettori precoci, in realtà oggi mi piace pensare che aver imparato a leggere così presto mi ha fatto guadagnare qualche anno in più di letture. A 7 anni leggevo già i classici: qualcuno da sola, qualcuno mi veniva letto. Ricordo ancora quando mia zia mi lesse “La capanna dello zio Tom”: man mano che lei avanzava nella lettura, nella mia testa prendevano forma i personaggi, e quando la lettura s’interrompeva, i personaggi si fermavano per riprendere vita quando mia zia cominciava nuovamente a raccontare. Ho letto sempre molto: sceglievo io alcuni libri, ma altri me li imponeva mia madre, e non tutti i libri mi piacevano, ma da piccola non riuscivo a mentire a mia madre e a me stessa quindi leggevo comunque tutto il libro senza saltare neanche una riga (mentre, ho scoperto dopo, mio fratello leggeva alcuni libri saltando intere pagine!). Da grande ho esercitato con moderazione il diritto del lettore di mollare i libri che non piacciono: tento sempre educatamente di dare un’opportunità all’autore! “Guerra e pace” l’ho mollato dopo 312 pagine, per dire!! Sono anche d’accordo con chi rilegge i libri perché credo che ogni libro dica qualcosa di diverso a seconda dell’età in cui lo si legge… il “Piacere” di d’Annunzio è uno dei miei dieci libri preferiti, per esempio, ma ci sono stati dei periodi in cui l’ho odiato, altri in cui non l’ho capito, ora lo adoro!

Adesso che insegno, cerco di far leggere molto i miei studenti: almeno un libro al mese, che significa 12 libri all’anno (in estate do 4 libri da leggere, ma nessun altro compito!!), con la speranza che alla fine del triennio abbiano letto una trentina abbondante di libri. Per alcuni saranno gli unici libri letti nella loro vita e quindi sento ancora più urgente la missione del far leggere. E’ bellissimo vedere quando gli studenti trovano IL libro, sì, quel libro che, come san Paolo sulla via di Damasco, ti folgora e ti apre al piacere della lettura. E glielo leggi negli occhi (per rimanere in tema) che il Sacro Fuoco ha acceso il loro piacere: c’è una luce particolare in chi ha capito che leggere è stato piacevole, nonostante l’obbligo e nonostante la possibile insufficienza qualora il libro non venga letto o venga letto con superficialità. E la forza sta nel fatto che quel libro ti spinge a leggerne un altro, per entrare in un’altra storia, in un altro mondo che è di tutti, ma è anche solo tuo, in cui i personaggi sono descritti dall’autore in un modo, ma come li vedi nella tua mente appartiene solo a te. E ti dicono delle cose che ti fanno emozionare, crescere e capire qualcosa che nessuno è mai riuscito a fare. E “… poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutt o chiaro, capirai che altra gente si è fatta le stesse domande…” (F.Guccini, E un giorno).

Cindy

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